Archivio di Aprile 2011

come Tommaso

mercoledì, 27 Aprile 2011

Cado anch’io in ginocchio davanti a te, Signore,
come Tommaso, senza chiederti alcuna spiegazione,
senza desiderare di toccarti.
Credo alla tua parola e ti adoro
perché ti riconosco come il mio Signore e il mio Dio.
Ti adoro perché sei Colui che ha costruito tutto,
che veglia su tutto e lo salva,
che è vigile e attento padrone della messe.
Ti adoro perché sei il mio rifugio e la mia forza,
il sostegno alla mia miseria,
Colui che fa nuove tutte le cose,
il vincitore della morte e l’amante della vita.
Ti adoro perché sei l’unico
che offre la sua mano per afferrarmi
e tirarmi fuori dalla palude del mio peccato,
poiché sei infinita bontà misericordiosa.
Ti adoro, mio Signore, perché sei l’eterno Dio
che ha piantato la sua tenda in me.
Ti adoro e ti abbraccio, mio Signore e mio Dio!

buona Pasqua!

domenica, 24 Aprile 2011

La ricchezza e la bellezza della Pasqua di Risurrezione sia per tutti dono fecondo.

Gerusalemme, Gerusalemme!

giovedì, 14 Aprile 2011

Non è stato facile nemmeno per te, Signore,
accettare e fare la volontà del Padre
che ti chiamava a subire
l’affronto di una pubblica condanna
e di un’atroce crocifissione.
Sei venuto sulla terra perché ci amavi
e un amore così alto ha il suo costo.
Ci hai amato, oltre ogni limite e oltre ogni misura,
perché in noi vedevi l’immagine del tuo e nostro Padre.
Bagnati dal tuo sangue ci sentiamo lavati da ogni peccato
e possiamo ora presentarci al Padre senza vergognarci,
vestiti della tua bellezza.
Non possiamo che inginocchiarci davanti a te
e fissare gli occhi, senza parlare,
sul tuo corpo così percosso dalla tempesta.

“Io sono la risurrezione e la vita… Credi questo?”

giovedì, 7 Aprile 2011

«Quando, nella quinta domenica, ci viene proclamata la risurrezione di Lazzaro, siamo messi di fronte al mistero ultimo della nostra esistenza: “Io sono la risurrezione e la vita… Credi questo?” (Gv 11,25-26). Per la comunità cristiana è il momento di riporre con sincerità, insieme a Marta, tutta la speranza in Gesù di Nazareth: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo” (v. 27). La comunione con Cristo in questa vita ci prepara a superare il confine della morte, per vivere senza fine in Lui. La fede nella risurrezione dei morti e la speranza della vita eterna aprono il nostro sguardo al senso ultimo della nostra esistenza: Dio ha creato l’uomo per la risurrezione e per la vita, e questa verità dona la dimensione autentica e definitiva alla storia degli uomini, alla loro esistenza personale e al loro vivere sociale, alla cultura, alla politica, all’economia. Privo della luce della fede l’universo intero finisce rinchiuso dentro un sepolcro senza futuro, senza speranza».

(dal Messaggio per la Quaresima 2011
del Santo Padre Benedetto XVI)