Archivio di Marzo 2011

credo, Signore!

mercoledì, 30 Marzo 2011

Il tuo splendore, Signore, è come la luce
tanto che sei la luce che splende nelle tenebre
e tu sai quanto piace ai nostri occhi la luce del mattino.
Tu vuoi che faccia risplendere in me
la luce del tuo Spirito.
Per rispondere a questo impegno
devo essere profumato di bontà
in ogni parola e in ogni gesto,
tanto da essere uomo giusto
che è sempre come la luce del mattino.
Potrò esserlo, Signore, se in me dò spazio alla tua Parola
che è verità uscita dal tuo cuore e luce sul mio cammino.
Mi hai posto fra la gente
come luce che brilla nelle oscurità del mondo,
sconfiggendo le opere del maligno.
Donami, Signore, energia sufficiente
così che la mia lampada non si spenga.

acqua viva che disseta

giovedì, 24 Marzo 2011

C’è un’acqua, Gesù, che solo tu puoi offrire
ed è l’unica capace di colmare la sete
che ci portiamo dentro:
sete di amore e di tenerezza
perché abbiamo troppo sperimentato
l’abbandono e l’isolamento,
sete di misericordia e di perdono
perché ci portiamo da troppo tempo
il peso delle nostre colpe,
sete di pace e di giustizia
perché non possiamo più vivere di promesse e di sogni,
sete di sicurezza e di senso
perché ci sentiamo esposti a ogni intemperie
e abbiamo già smarrito da tempo
la direzione e l’orientamento,
sete di una presenza
che riempia questa nostra vita così usurata,
così disseminata
di domande inesorabilmente senza risposta,
di vuoti destinati a restare tali,
di attese che non trovano compimento.
C’è un’acqua, Gesù, che solo tu puoi offrire,
acqua che disseta davvero,
acqua di vita che fa gustare il sapore
e la freschezza dell’eternità.

«Signore, è bello per noi restare qui» (Mt. 17,4)

sabato, 19 Marzo 2011

Mi piace camminare con la cuffia negli orecchi,
avvolto da una musica sognante,
per non sentire il pianto della strada.

Mi piace chiudermi
nel piccolo mondo del mio privato,
perché non m’importa nulla
di quello che accade al mio vicino.

Mi piace stare alla finestra
a guardare il fiume della storia
non per amarlo e farlo crescere,
ma per giudicarlo e condannarlo.

La tua parola e la tua presenza, o Signore,
rompe questo mio stare da parte.

Sei proprio tu, o Signore dei secoli eterni,
a chiamarmi
per uscire dalla mia tenda
e partire
verso il mio mondo
per piantare ovunque
‘albero delle tue promesse
stringendo la mano al mio fratello,
che ha molti volti e molti nomi,
pienamente inserito anch’io
nella lunga carovana vivente dei figli di Abramo,
millenario segno sacramentale
delle tue benedizioni
e delle nostre intramontabili speranze.

Amen.
(Preghiera di Averardo Dini)