Archivio di Febbraio 2009

quaresima 2009

martedì, 24 Febbraio 2009

Il Signore ci offre un appuntamento che ha preparato da tempo: la Quaresima del 2009. La Quaresima non. è fatta da mano di uomo; ci è preparata da Dio e sgorga come acqua dì salvezza dai costato squarcialo e glorioso del Crocifìsso. Tutto infatti viene dalla Croce di Cristo, trono dì gloria e di vittoria. Essa abbraccia la storia intera e i singoli uomini. C’è assolutamente bisogno di cambiamento, .si sente. C’è odore di vecchio in giro, come quando si aprono i cassetti di qualche nostra sacrestia. Il Signore è novità. Lui è la novità. “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. Che il rinnovamento cominci dalla nostra Chiesa. Da dove? Il Sinodo diocesano ci offre una traccia ci lavoro: come il Signore vuole la sua Chiesa? I suoi Sacerdoti? I religiosi? Le famiglie? Se infatti il venir meno di un contesto sociale segnato dalla cristianità ha comportato una diminuzione della pratica cristiana da parte di quanti la vivevano per abitudine o addirittura per obbligo, oggi chi avverte con forza l’istanza di conversione che la Quaresima richiama vi può rispondere in piena consapevolezza, libero da condizionamenti: si tratta di rifiutare gli idoli seducenti, di tentare un allontanamento dal cattivo operare per una rinnovata fedeltà all’unico Signore vivente e vero. Gli strumenti che rendono il cammino quaresimale un percorso di liberazione segnato dall’amore sono sapientemente ricordati dal Concilio: «L’ascolto più frequente della parola di Dio», «la preghiera più intensa», «una penitenza quaresimale che non sia soltanto interna e individuale ma anche esterna e sociale», «il digiuno», «in modo da giungere così, con animo sollevato e aperto, alla gioia della domenica di Risurrezione» (SC 109-110).

da dove iniziare?

martedì, 17 Febbraio 2009

I primi cristiani, soprattutto nei primi tre secoli, sono riusciti a cambiare le leggi dello Stato con il loro comportamento. Oggi non possiamo pretendere di fare l’opposto, cioè cambiare il comportamento attraverso le leggi dello Stato. Come cittadini dobbiamo fare tutto il possibile perché lo Stato adotti leggi buone, positive, che non siano contrarie alla vita, ma questo non è sufficiente. Non è sufficiente perché in una società pluralistica come quella di oggi, i cristiani di certi Paesi rappresentano già una minoranza e pertanto ci troviamo più vicini ad una situazione simile a quella dei primi secoli, piuttosto che a quella del Medioevo, in cui i cristiani non erano difesi dallo Stato, ma dalla loro vita e dalla loro testimonianza. Perciò è necessario rivitalizzare, ricristianizzare all’interno i grandi valori della vita come per esempio la famiglia.

educare alla vita

domenica, 8 Febbraio 2009

Oggi, grazie alle migliorate condizioni economiche e ai progressi della medicina è stato fatto molto per la tutela della salute, almeno nei paesi occidentali; si pensi, ad esempio, alla riduzione della mortalità materno-infantile nel parto e nel puerperio, alla pratica della vaccinazione e al controllo di tante malattie infettive. Anche in forza di ciò, si tende a considerare la salute fisica come qualcosa di scontato o di ottenibile in forza delle conoscenze scientifiche e dei nostri desideri e non si guarda ad essa come a un dono prezioso da conservare e da valorizzare.Tanti giovani minano la loro salute con l’assunzione di alcol e droghe o con stili di vita, alimentazione e comportamenti «a rischio». C’è un ricorso eccessivo alla chirurgia estetica e una ricerca del corpo perfetto, che tende a isolare e ad eliminare i fragili e i disabili. Educare alla salute e alla vita significa educare al rispetto della dignità della persona umana che vale per se stessa e non è caratterizzata solo dalle sue capacità, ma anche dalla sua vulnerabilità, dal suo limite e dalla sua apertura alla reciprocità e al dono di sé.