Archivio di Agosto 2008

in attesa di papa Benedetto

martedì, 26 Agosto 2008

E’ il terzo Papa che viene a Cagliari e a Bonaria. Viene per confermare la fede bimillenaria della Chiesa che è in Sardegna. E’ il Papa che si è prefisso di reintrodurre con estrema semplicità e chiarezza gli elementi fondamentali dell’annuncio evangelico e della tradizione cristiana nel cuore del mondo odierno, sforzandosi di mostrare la loro coerenza con le verità profonde dell’esistenza umana. Vogliamo scoprire questi elementi fondamentali della fede che stanno a cuore a Papa Benedetto e che non si stanca mai di riprendere nei suoi innumerevoli interventi. 1)Dio è Amore: cuore del messaggio cristiano. 2)Gesù è il Signore: oltre 400 pagine del suo primo libro che dicono la sua passione per Gesù. 3)Verità e libertà sono due facce della stessa medaglia: radice di ogni errore è il relativismo dottrinale ed etico. 4)Fede e ragione hanno bisogno l’una dell’altra: abbandonare l’uso della ragione trasformerebbe la fede cristiana in una forma di fondamentalismo religioso. 5)L’Eucaristia è il cuore della vita cristiana: mistero da credere, da celebrare, da vivere, da annunciare e da offrire al mondo. 6) Il Cristianesimo è un messaggio positivo: il Papa vuole che i Cristiani facciano risplendere la bellezza del Vangelo attraverso la loro vita in un mondo assuefatto a concepire il Cristianesimo come un esigente sistema di regole. 7) La Chiesa forma le coscienze, ma sta fuori dalla politica: il cristiano deve lavorare per un ordine sociale giusto e con un occhio di predilezione verso gli ultimi. 8)Importanza dell’identità cattolica: purtroppo oggi molti Cattolici si trovano a loro agio con i presunti valori della secolarizzazione. 9)Cristo e la Chiesa sono inseparabili: in risposta allo slogan”Cristo, sì-Chiesa, no” il Papa ribatte “Dire sì a Cristo significa dire sì alla Chiesa”. 10)La virtù della pazienza: Papa Benedetto la insegna al mondo con la sua vita santa.

Benedetto Colui che viene nel Nome del Signore!

pregare in vacanza

martedì, 19 Agosto 2008

Pregare in vacanza può essere più facile o più difficile. Dipende da tante cose, ma soprattutto dalla sensibilità personale e dal modo di concepire e di organizzare la propria vacanza, È più facile se la vacanza è intesa come relax, riposo del corpo e dello spirito, occasione per ritemprarsi come persone. È più difficile se la vacanza o le ferie diventano uno strapazzo, se non si organizza la propria giornata, se si confonde vacanza e disimpegno, tira la barca dove spinge il vento. Per questa stra­da si può anche perdere la testa.

In un ambiente nuovo, dai panorami diversi, con altri volti, altre chiese, altri orari.,. possono diventare nuovi i modi e le occasioni per pregare. Un bel tramonto, come l’aurora al mare o in montagna possono aiutare la preghiera: Signore, tuo è il cielo, tua la terra… tutto hai fatto con sapienza e amore.

In agosto poi non mancano le feste: oltre alle domeniche, il 15 la festa della Madonna assunta, poi ovunque sagre, feste patronali: altrettante occasioni che, se possono avere aspetti dispersivi o soltanto folcloristici, possono però anche offrire occasioni per sentire e vivere con altri il senso della festa, il senso e la presenza di Dio. Da non dimenticare in vacanza sono i luoghi classici ove si prega: i monasteri, chie­se isolate dove è più facile sostare in silenzio ristoratore. Nel silenzio che fa ritrova­re se stessi, che fa sentile Dio.

Ma forse alla base di tutto è soltanto necessario conservare questa convinzione: di momenti di preghiera ho bisogno come dell’aria che respiro.

la stella più luminosa

martedì, 12 Agosto 2008

In queste notti forse anche noi ci siamo trovati a guardare il cielo, per contemplare il fenomeno del­le stelle cadenti e, magari, esprime­re un desiderio!

Ma c’è una stella più luminosa che in questi giorni siamo invitati a contemplare: Maria assunta in cielo, che si incammina dietro la scia della Risurrezione di Cristo, e che precede tutti quelli che saran­no ammessi all’intimità eterna con Dio.

Precede tutti noi che, se avremo fatto onore al nome cristiano, condi­videremo la stessa gloria.

Pur vivendo su questa terra, con tanti dubbi, problemi, difficoltà, sia­mo invitati a guardare in alto, al di là delle cose. «Tieni io sguardo fis­so sulle cose celesti, e non fare conto di quelle umane». Sembra di sentire San Paolo, e invece è addirittura un pagano dell’antica Roma: Cicerone. che invita a pensare alle cose del cielo.

Guardiamo il cielo; ammiriamo Maria; e chiediamole che ci guidi a salire oltre le cose di questo mon­do, verso i! mistero, verso il senso ultimo della vita e dell’essere.

la Bibbia in televisione

domenica, 10 Agosto 2008

A partire dal prossimo 5 ottobre in diretta dalla Rai sarà trasmessa la lettura integrale della Bibbia. E’ senza dubbio un avvenimento spirituale e culturale di grande suggestione. Il primo lettore sarà Papa Benedetto XVI, al quale, in diretta dal Palazzo Apostolico, sarà affidato il primo capitolo della Genesi. Il “grande codice” della civiltà occidentale sarà così trasmesso da uno straordinario mezzo di diffusione per tornare a fare breccia nel cuore e nelle menti delle donne e degli uomini di oggi. Recenti statistiche, infatti, hanno messo in luce un quadro preoccupante in diversi Paesi del mondo: di una sempre più scarsa conoscenza delle Sacre Scritture Bibliche. Un impoverimento spirituale e culturale del quale tutti, specialmente i credenti, dovrebbero essere preoccupati. Ben venga questa iniziativa, quale segno di speranza per il mondo d’oggi.

nella trasfigurazione

giovedì, 7 Agosto 2008

Il trentesimo anniversario della morte è un’occasione per riscoprire l’intero magistero di Paolo VI, a partire dalle sue encicliche, dalle omelie, dalle catechesi, dai discorsi, dalle riflessioni per cogliere tutta la ricchezza del suo animo di Pastore innamorato di Cristo e della Chiesa, in ascolto e dialogo sincero con la modernità

2 agosto

sabato, 2 Agosto 2008

Festa del Perdono di Assisi

Oggi c’è più che mai bisogno del perdono e di quella sovrabbondanza di perdono che realmente ci aiuti a ricostruire il nostro essere personale e comunitario. Viviamo in una società in cui le divisioni sono veramente tante. Oggi ci sono divisioni dentro il cuore dell’uomo, divisioni nelle famiglie, divisioni nei rapporti fra istituzioni, società, gruppi. C’è tanta guerra e tanta violenza nel mondo. Questo perdono è, strettamente parlando, quello che succede nel cuore di ciascuno di noi e diventa il modo con cui Dio ritesse, attraverso il cuore di ciascuno di noi, anche la comunità dei suoi figli.