Archivio di Giugno 2008

il Papa ha bisogno di noi

lunedì, 30 Giugno 2008

II successore di Pietro ha anche bisogno di noi

Forse è un po’ più difficile da capire la «Giornata per la carità del papa» che viene proposta domenica 29 giugno. Un cumulo di pregiudizi, – comunque da sfatare praticando franchezza, limpidezza e trasparenza, – sono lì a stendere un po’ di neb­bia su un gesto che invece può e deve avere un senso compiuto e chiaro. Da sempre «la sollecitudine tra Chiese sorelle» è stata alla base di un aiuto ecclesiale fatto anche di sostegno materiale e dì condivisione concreta, da comunità a comunità. Purtroppo la storia ha accumulato, soprattutto attorno alla sede di Pietro, in Roma, un pò di zavorra, sia per l’apparato vaticano, per il potere temporale, o per una presunta ricchezza in grado dì giustificare lo sfarzo non solo dell’arte. Ci sì porta appresso un’impressione piuttosto circospetta. A fugare ogni perplessità in proposito pensa ogni anno la pubblicità dei bilanci della Santa Sede che na comun­que da provvedere ad esigenze rilevanti nel mantenere il collegamento con tutte le Chiese locali sparse nel mondo. In più alla Santa Sede fanno ricorso le Chiese più povere o meno attrezzate, quelle che vivono nei Paesi dì missione, in zone poverissime del pianeta, dentro regimi che lasciano poco spazio alla visibilità dei cristiani. Ecco allora la necessità dì «condividere» attraverso la forma consolidata e valida della «carità del Papa»; le comunità cristiane, singoli fedeli, gruppi, movimenti, par­rocchie, diocesi possono affidare al Papa ciò che hanno a disposizione perché diven­ti linfa vitale là dove ce n’è bisogno.Si tratta di aiutare il Papa ad aiutare tutte le Chiese. Il gesto è semplice, il valore è grande. La comunione tra le Chiese allora diventa davvero «portare i pesi gli uni degli altri». Non solo nelle intenzioni.

Fedeltà

sabato, 28 Giugno 2008

«È’ molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini si deve essere sempre» (Pirandello)
L’esempio degli Apostoli Pietro e di Paolo, che festeggiamo in questi giorni, ci ricorda che se anche non dovremo subire, come loro, il martirio, dovremo certamente vivere con l’impegno di essere fedeli alla nostra fede, al nostro «Credo», a Cristo.
Ed è una fedeltà che dura tutta la vita, in tante piccole cose. «Le piccole cose sono veramente piccole, ma essere fedeli nelle piccole cose diventa una cosa grande». (sant’ Agostino)
I cristiani sono chiamati anche “fedeli” proprio per questo! Fedeli alla fede; fedeli alla giustizia; fedeli all’amore; fedeli agli impegni presi nel Battesimo; fedeli alla vocazione cristiana. In una parola: «La fede ci obbliga alla fedeltà» (Paolo vi).
La grandezza di un cristiano, più che nell’atto eroico straordinario, si misura nella fedeltà quotidiana, nel recitare bene la parte che Dio ci ha assegnato nell’immenso disegno della storia.
Vivendo in questo modo, potremo ricevere lo stesso onore degli Apostoli, in cielo, e in terra una coscienza serena.

Bibbia, libro molto tradotto ma poco letto

mercoledì, 25 Giugno 2008

Bibbia, Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, sarà il tema della XII Assemblea Sinodale dei Vescovi che avrà luogo in Vaticano dal 5 al 26 ottobre. Argomento molto importante perché riguarda tutta la vita ecclesiale. Si deve riconoscere che dal Concilio vaticano II l’interesse per la Bibbia ha avuto molti aspetti positivi nell’ambito liturgico, catechetico, teologico ed esegetico. Tuttavia appaiono anche aspetti meno positivi che riguardano, in particolare, l’insufficiente conoscenza della parola di Dio.
Per comprendere quanto bisogna fare in questo campo, è sufficiente ricordare che la Bibbia è tradotta in 2.454 lingue, mentre nel mondo vi sono fino a 6.700 lingue, di cui 3.000 sono considerate come principali. La Bibbia è il libro più tradotto e diffuso nel mondo. Purtroppo non è molto letto. Secondo recenti indagini del Gfk-Eurisko, solo il trentotto per cento degli italiani praticanti avrebbe letto un brano biblico negli ultimi dodici mesi. La percentuale scende al ventisette per cento se si prende in considerazione la popolazione italiana adulta. Oltre il cinquanta per cento considera la Sacra Scrittura difficile da capire sia in Italia sia negli altri Paesi oggetto dell’indagine. Oggi più che mai, insomma, e necessario e urgente diffondere, soprattutto nella Chiesa, la conoscenza della Bibbia..

Cristiani credibili

domenica, 22 Giugno 2008

Ricorderete certamente là fa­mosa frase di Don Abbondio: «II coraggio, quando uno non ce l’ha, non se lo può dare». Eppu­re Cristo ci invita al coraggio, a non avere paura.” Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo” (Mt.10,26-33). Ad avere il coraggio delle nostre idee; il coraggio della fede; il coraggio dell’annuncio cristiano, della testimonianza… Il coraggio della verità.

Ed effettivamente, i tempi in cui viviamo esigono da tutti i cristiani un grande coraggio. Ha detto qual­cuno: «Se uno non lotta per le pro­prie idee, o le idee non valgono nulla, o non vale nulla lui».

E davvero, «la vita cristiana esige coraggio. L’autenticità della vita cri­stiana esige un grande coraggio. Non possiamo essere cristiani se non con coraggio pieno, con forza» (Paolo VI).

Diceva un famoso filosofo france­se: «Se un tempo bastavano cinque prove per l’esistenza di Dio, oggi l’uomo le ritiene insufficienti e ne vuole una sesta, la più completa, la più autorevole: la vita di coloro che credono in Dio» (Jacques Maritain).

Ci dobbiamo rendere con­to sempre di più che un cristianesi­mo pallido o incolore, come traspa­re tante volte dalla nostra vita, non può che lasciare indifferenti. «Il mondo di oggi chiede ai cristiani di rimanere cristiani»

Dobbiamo essere coerenti e co­scienti del nostro cristianesimo, an­che quando siamo in minoranza; an­che quando ci prendono in giro per le nostre idee religiose. Le parole di Gesù sono molto chiare!

San Giovanni Crisostomo diceva:”Non ci sarebbero più pagani se ci fossero più cristiani”!

la Chiesa nel mondo

domenica, 22 Giugno 2008

RUSSIA
Ad aprile è stato lanciato il nuovo mensile cattolico dell’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca:“il messaggero cattolico – La luce del vangelo” (Sviet Evangelia)

RUANDA
I musulmani» per lungo tempo emarginati dalla maggioranza cristiana hanno potuto usufruire del progetto idrico per fornire acqua potabile nell’area di Gatore, nel distretto orientale di Kirehe. L’impianto, inaugurato il mese scorso, è il frutto di una collaborazione interreligiosa e realizzato dalla sede ruandese dell’organizzazione Interfaith Action for Peace in collaborazione con la Lutheran World Federation; esso fornirà acqua potabile a 21.600 persone, arrivando nei cen­tri abitati e direttamente nelle scuole, così da risparmiare ai bambini e alle madri la fatica di percorrere, ogni giorno, lunghe distanze per raccogliere l’acqua. «Il progetto, più che portare acqua a chi non ne aveva – ha detto Sheikh Yussuf Bizuru, i| grande Imam del Ruanda orientale -,offre al resto dell’Africa e al mondo un modello di armoniosa cooperazione interreligiosa.

INDIA
Attacchi orchestrati e diffusi per destabilizzare la presenza della Chiesa in India: potrebbe essere questo il piano occulto di alcuni gruppi radicali induisti secondo il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbay. La campagna mira a creare difficoltà alla Chiesa in India, a emarginarla sempre di più, a ridurne la sua influenza nella società. Il cardinale ha espresso pubblicamente la sua preoccupazione in seguito agli attacchi subiti dai fedeli cattolici in Orissa (India centro-orientale), che hanno lasciato traumi e ferite profonde, dolore e disagi nelle comunità cattoliche locali, con morti, feriti e migliaia di sfollati.

Giovani nel cuore della chiesa

mercoledì, 18 Giugno 2008

“Se, come vescovi, a qualcuno non smettiamo mai di pensare, e se qualcuno è particolarmente vicino al nostro cuore, questi sono i giovani. Per loro sappiamo di non fare mai abbastanza. Specialmente in questo momento storico, i giovani sono i primi bersagli della cultura nichilista che li invita, li incoraggia, li sospinge a coltivare soltanto le “passioni tristi”. E una cultura che instilla in loro la convinzione che nulla di grande, bello, nobile ci sia da perseguire nella vita, ma che ci si debba accontentare di un “qui ed ora”, di obiettivi di basso profilo, di una navigazione di piccolo cabotaggio, perché vano è puntare la prua verso il mare aperto». Con queste parole, contenute nella prolusione, il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha introdotto i lavori della 58a Assemblea generale dei vescovi italiani (Roma, 26-30 maggio) che ha affrontato come tema principale il mondo giovanile e la questione “educativa”.

Chiesa comunità educante

martedì, 17 Giugno 2008

In questo inizio del terzo millennio due emergenze possono essere sottolineale e sono di notevole portata: una possiamo riferirla all’educazione e alla capacità da parte degli adulti della società attuale di accompagnare il processo di crescita verso un’educazione integrale delle nuove generazioni; l’altra va collegata alla comunità ecclesiale e alla sua capacità di offrire un processo di maturazione della fede, che aiuti a scoprire e a vivere il vangelo nelle condizioni concrete della vita di oggi.
L’educazione è il modo più efficace per esprimere la tensione missionaria di fronte alle attuali sfide culturali: ceco perché la comunità cristiana può divenire “presenza11 che orienta la crescita delle persone; agevola un discernimento comune degli itinerari e delle mete formative perseguite a livello ambientale; indica traguardi possibili per una rinnovata costruzione dell’identità umana e cristiana del popolo di Dio. Da qui alcuni interrogativi: «Quando una comunità ecclesiale è davvero “comunità educante”? È possibile che gli educatori cristiani riscoprano che educare è possibile, anche se difficile, ma soprattutto è bello?».
Dio stesso è un grande pedagogo che educa il suo popolo insegnandogli anche a sperimentare a propria volta la gioia di educare. Egli è Padre che desidera “generare” figli, di donare loro la vita e il senso profondo dell’esistenza; egli è Padre che si prende cura cura dei suoi figli; Egli educa alla condivisione e alla solidarietà.
Gli educatori cristiani ,guardando alle esigenze attuali, vedono la necessità di far nascere e costruire relazioni significative e solide con le persone che compongono la comunità. Aiutare a custodire il senso della memoria, a nutrire simpatia per il presente e ad avere nei confronti del territorio una disponibilità di confronto e di dialogo.
In questo contesto e missione educativa la parrocchia deve diventare sempre dì più un soggetto comunitario di una pastorale incentrata sull’educazione, individuando i destinatari del lavoro educativo, i protagonisti dell’azione educativa e i nuovi contesti dell’educazione. Alcune scelte educati¬ve nella pastorale parrocchiale, sono: l’emancipazione, il dialogo, l’umanizzazione, la crescita, la responsabilizzazione e l’esperienza.
Un posto importante nella missione educativa della parrocchia è occupato dai catechisti che devono acquistare una percezione molto alta della missione che Dio e la Chiesa affida loro chiamandoli.

Benetetto XVI

venerdì, 6 Giugno 2008

Il Papa annuncia l’ostensione della Sindone nella primavera 2010.
“Se il Signore mi dona la vita e la salute spero di venire anche io” ha detto lunedì 2 giugno ai pellegrini della Diocesi di Torino. “sarà un’occasione quanto mai propizia per contemplare quel misterioso Volto, che silenziosamente parla al cuore degli uomini, invitandoli a riconoscervi il volto di Dio”.

Il Papa alla CEI giovedì 29 maggio.
La trasmissione della fede ai giovani è il vero volto dell’emergenza educativa

4 giugno, quarantacinquesimo della morte di Giovanni XXIII
Il Benedetto XVI ha ricordardato il Papa Buono che ha voluto convocare il Concilio Vaticano II , “il quale iniziò il rinnovamento della Chiesa, la riforma delle Sue strutture e l’aggiornamento della Liturgia. Che questa riforma porti i frutti in noi e nella Chiesa del terzo millennio”.

Anno Paolino

mercoledì, 4 Giugno 2008

Nella nostra società tutto sembra lecito in nome della modernità, del «tutti fanno così» e pare non possa essere diversamente. Questo lo si coglie nel modo di come si concepisce la vita matrimoniale, la relazione tra genitori e figli, la vita dei giovani. I mass-media poi evidenziano il tragico più che il positivo, che ( il bene) pur cresce come le viole all’ombra dei nostri ambienti. Prevale una connivenza con quanto di c’è più superficiale esiste.
E’ in questo contesto sociale, piuttosto paganeggiante, che quest’anno ci viene proposta, in modo inatteso, come icona in cui leggersi e confrontarsi, la figura di san Paolo, apostolo delle genti, uomo gigante del cristianesimo.
Infatti papa Benedetto XVI, durante i primi vespri della solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo il 28 giugno 2007, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, dava l’annuncio di un Anno a lui dedicato, con le seguenti parole: «Cari fratelli e sorelle, come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di testimoni e di martiri come san Paolo: un tempo persecutore violento dei cristiani, quando sulla via di Damasco cadde a terra abbagliato dalla luce divina, passò senza esitazione dalla parte de! Crocifisso e lo seguì senza ripensamenti. Visse e lavorò per Cristo; per lui soffrì e morì. Quanto attuale è oggi il suo esempio! E proprio per questo, sono lieto di annunciare ufficialmente che all’apostolo Paolo dedicheremo uno speciale anno giubilare dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, in occasione del bimillenario della sua nascita, dagli storici collocata tra il 7 e il 10 d,C. ».
L’Anno sarà segnato da eventi particolari quali convegni di studio, pellegrinaggi alla basilica di San Paolo, incontri ecumenici. Vi saranno pure alcuni segni anche esterni quali l’apertura di una porta, dedicata all’apostolo delle genti, attraverso cui tutti i pellegrini entreranno nella basilica per raggiungere la sua tomba; sarà inoltre eretto un braciere con la «fiamma paolina», che arderà per tutto l’anno, alimentata dai pellegrini. Offrendo una candela saremo collegati a tutte le comunità dove Paolo è transitato poiché gli stessi candelabri saranno nelle chiese dell’itinerario paolino. L’Anno sarà aperto il prossimo 28 giugno con la presenza del santo padre Benedetto XVI, nella basilica di San Paolo.
Si potrà trovare notizia di queste, sia sul sito internet dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura www.abbaziasanpaolo.net
che in quello dell’Amministrazione Pontificia dell’omonima Basilica www.annopaolino.org.
Inoltre le Edizioni San Paolo dal prossimo mese di luglio inizieranno a pubblicare una nuova rivista mensile: Paulus, per approfondire e conoscere meglio la grandezza e la vitalità dell’Apostolo delle genti.
Che l’apostolo Paolo possa intercedere per noi e possa accompagnarci durante questo Anno di grazia.

Durante l’Anno Paolino il Santo Padre concede l’Indulgenza Plenaria, alle solite condizioni, :
1. visitando la basilica di san Paolo a Roma, applicabile anche ai defunti.
2. nei giorni dell’apertura e chiusura dell’Anno Paolino, partecipando alla funzione in onore dell’Apostolo, anche nelle proprie diocesi; e altri giorni e luoghi stabiliti dal Vescovo diocesano.
3. ai malati impediti di partecipare, ma spiritualmente uniti alla celebrazione in onore di san Paolo.